Materiali eco-sostenibili per un futuro possibile

L’80 per cento dell’impatto ambientale dei prodotti è determinato in fase di progettazione: la scelta dei materiali che compongono gli oggetti diventa un fattore determinante per sperimentare nuove soluzioni. Nell’ambito di questa riflessione, sono di grande interesse i materiali di derivazione organica dagli scarti dell’agroindustria e quelli creati da organismi vivi come funghi, alghe e batteri. Esempi di ricerca e applicazione, tutti da scoprire, nella mostra itinerante Growing materials del network italiano Nuup Sustainable Creativity. Emersi dalle sperimentazioni sulle bio-plastiche e dalla selezione di progetti che Barbara Pollini, eco-designer e docente cofondatrice Nuup, ha fatto con gli studenti di Naba (Nuova accademia di belle arti, Milano).

Ne è scaturita una mappa di imprese e start-up che trattano i materiali più innovativi per nuovi modelli di produzione e consumo. Dalle bio-plastiche a base di amidi e materie vegetali di scarto: bucce di ortaggi e scarti del the, del legno, della cenere, dei fondi del caffè. Il caffè è la materia prima più commercializzata al mondo dopo il petrolio, solo in Italia il consumo pro capite annuo è di 5,9 kg pari a 360.000 tonnellate di fondi. Grazie all’assorbimento degli odori del caffè, è stato generato un materiale chiamato RC+L composto di fondi e lattice, che dà forma a bellissime infradito. Altra curiosità: una sostanza originata dalla trasformazione delle bucce di arachidi (ogni anno in Italia sono 3,3 milioni le tonnellate di scarti vegetali da prodotti agricoli) chiamata BIONUT e impiegata in una montatura per occhiali, leggera e resistente.

In Growing materials le scoperte arrivano anche da scarti animali: la zootecnia influisce sull’effetto serra più dell’intero settore dei trasporti con emissioni pari al 18%; in Italia, produciamo 250.000 tonnellate l’anno di gusci d’uovo, per esempio. Proprio dai gusci nasce il materiale che compone NU-OVUM, bio-plastica applicabile nel design d’interni. Sulla lavorazione organica, da funghi e alghe, due start up si sono misurate con produzioni eco-sostenibili. Ecovative (ecovativedesign.com) impiega il micelio (apparato vegetativo dei funghi) come collante naturale per imballaggi e prodotti per edilizia. L’taliana Favini (favini.com) utilizza per la produzione di carta alghe e scarti pre-post consumo da frutta, piante e scarti del cuoio (growingmaterials.net; nuup.it).

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Una vita biodinamica
a cura di Giuliana Zoppis

Giuliana Zoppis

Novità, eventi, prodotti e servizi per uno stile di vita innovativo e consapevole:
tutto ciò che può dare una svolta “ECO” alle azioni di ogni giorno con responsabilità, curiosità, fantasia, volontà di cambiare in meglio noi e il mondo in cui viviamo.

È lo spazio dedicato al biodinamico, condotto su La Raia.it da Giuliana Zoppis, architetto e giornalista specializzata nei temi ecodesign, bioedilizia e sostenibilità socio-ambientale.
Dopo numerose esperienze editoriali (Rizzoli / Corriere della Sera, Giorgio Mondadori / AD-Architectural Digest Italia e Mondadori) e televisive (Rai 2, Il Piacere di Abitare), collabora con i settimanali D-Dcasa e Il Venerdì de La Repubblica e il magazine Mark Up. È nella Commissione Sostenibilità di ADI (Associazione Disegno Industriale). Nell’autunno 2006 ha fondato con Clara Mantica il primo circuito per la promozione dell’abitare sostenibile Best Up.