Pavé, a Milano un progetto per valorizzarlo

Pavé è il termine che indica la tradizionale pavimentazione stradale del centro di Milano e dei nuclei storici di molte città europee. Nella metropoli lombarda è un patrimonio protetto dalla Sovrintendenza dei beni culturali. Può essere in lastre, cubetti di pietra (basalto, i cosiddetti “sampietrini” o porfido per i “bolognini”), oppure in ciottoli. Le fughe sono sigillate con sabbia o con sabbia mista a cemento. Usato sin nell’antica Roma, il pavé è apprezzato per la lunga durata e resistenza all’abrasione, per la versatilità di posa e la capacità di seguire armoniosamente le pendenze del terreno, per la bassa scivolosità della superficie. Se ben posato, richiede una manutenzione costante ma sostenibile. Tra i fattori di pregio esaltati dai picchi di caldo crescente: il buon drenaggio di pioggia e neve (che elimina gli allagamenti) e il buon assorbimento della calura estiva, a livello del suolo. A differenza delle “belle colate d’asfalto” che abbreviano i tempi e forse anche i costi di posa, ma che rendono difficile la gestione delle piogge “monsoniche” e del grande caldo dei climi attuali. Per non parlare del veloce degrado cui sono soggetti i manti pubblici d’asfalto, che ogni quattro-cinque anni si devono ripavimentare. Ebbene, mentre in molti Paesi del nord-Europa il pavé continua a essere scelto per tutti questi motivi (e pure per rallentare il traffico nelle vie), le amministrazioni italiane faticano a volerlo usare ancora durante il rifacimento di strade e interi quartieri (a causa di scavi, nuove tubature, metropolitane) e hanno difficoltà a rilanciare i finanziamenti per tenerlo in buono stato. Con il risultato che chi è alla guida di biciclette e ciclomotori rischia brutte cadute e chi attraversa inciampa nei blocchi scalzati e sollevati, nelle buche tra una lastra e l’altra ecc. Un pavimento nobile e vantaggioso diventa insopportabile, ma perché? Ci sono delle eccezioni, fortunatamente, progetti cui va il nostro caloroso plauso: come la riqualificazione ad opera del comune di Milano della pavimentazione in pavé di alcune piazze della città, con antiche pietre recuperate da vecchi cantieri (giacevano dimenticate nei magazzini comunali). Come testimoniano le belle immagini che il fotografo Leo Torri ha scattato per la rivista Domus in prossimità della chiesa di Sant’Eustorgio, nella piazza di Santa Maria delle Grazie e in piazza Missori. Lo ringraziamo per avercene concesso la pubblicazione.

Una vita biodinamica
a cura di Giuliana Zoppis

Giuliana Zoppis

Novità, eventi, prodotti e servizi per uno stile di vita innovativo e consapevole:
tutto ciò che può dare una svolta “ECO” alle azioni di ogni giorno con responsabilità, curiosità, fantasia, volontà di cambiare in meglio noi e il mondo in cui viviamo.

È lo spazio dedicato al biodinamico, condotto su La Raia.it da Giuliana Zoppis, architetto e giornalista specializzata nei temi ecodesign, bioedilizia e sostenibilità socio-ambientale.
Dopo numerose esperienze editoriali (Rizzoli / Corriere della Sera, Giorgio Mondadori / AD-Architectural Digest Italia e Mondadori) e televisive (Rai 2, Il Piacere di Abitare), collabora con i settimanali D-Dcasa e Il Venerdì de La Repubblica e il magazine Mark Up. È nella Commissione Sostenibilità di ADI (Associazione Disegno Industriale). Nell’autunno 2006 ha fondato con Clara Mantica il primo circuito per la promozione dell’abitare sostenibile Best Up.