Cortese, Barbera e alcuni filari di Pinot Nero: questi i vigneti che si estendono sulle colline della Raia

I vigneti autoctoni di Cortese e Barbera de La Raia occupano un’estensione di circa e65 ettari, sono impiantati in terreni calcarei e argillosi e hanno una densità media di circa 4.500 piante. Da quelli più antichi di uva Cortese vengono vinificati i nostri due Gavi da invecchiamento: il Gavi D.O.C.G. Riserva, che proviene dal vigneto Madonnina all’ingresso della tenuta, e il Gavi D.O.C.G. Pisé le cui uve sono coltivate tra i filari della Cascinetta. Dai vigneti di più recente impianto invece, nascono un Gavi DOCG e un Piemonte D.O.C. Barbera, con etichetta bio “Tenuta del Melo”.

I vigneti coltivati a Barbera si estendono in una zona che gode di un ottimo drenaggio, esposta a pieno sud. Per l’impianto è stata realizzata una selezione massale: abbiamo tagliato e innestato migliaia di tralci derivanti dai migliori cloni della zona, con lo scopo di mantenere la massima variabilità genetica all’interno della stessa varietà di vite.

La coltivazione segue il metodo biodinamico che mira a rafforzare la vitalità della pianta e la sua capacità di reagire nel migliore dei modi alle modifiche dell’ambiente in cui vive. La forma di allevamento è il Guyot: la vite ha un’altezza del tronco di circa 50-90 cm, mentre il capo a frutto (tralcio fruttifero rinnovato ogni anno) viene legato al filo di sostegno orizzontalmente rispetto al terreno: si garantisce così una ridotta espansione e una miglior gestione delle foglie e dell’esposizione dei grappoli.

L’agricoltura convenzionale nutre la pianta con cibo solubile che viene assorto passivamente dalle radici: in questo modo le viti perdono la loro identità e la relazione con la terra, uniformando sapore e caratteristiche dei loro frutti. Il metodo biodinamico che seguiamo a La Raia, invece, punta a rafforzare la pianta in ogni sua componente, fin dalle radici, affinché mantenga una condizione ottimale di equilibrio con la natura e il clima in cui vive. Per questo a La Raia tutti i vigneti sono inerbiti a filari alternati con specie spontanee e con il sovescio autunnale: si tratta infatti di una selezione di leguminose (fave, favino, piselli, veccia), ma anche cereali (avena, orzo) che, grazie alle proprietà azoto-fissatrici e all’azione radicale, hanno il potere di migliorare la fertilità e la struttura del terreno. Le erbe spontanee nei filari aiutano inoltre ad aumentare la biodiversità del sottosuolo agendo sulla formazione dell’humus e rendendolo più stabile. Queste piante saranno poi sfalciate a beneficio ulteriore del terreno.