Gli artisti e le opere

Dal 2013, invitati da Fondazione La Raia, artisti internazionali hanno gettato il loro sguardo critico sul territorio del Gavi aprendo una riflessione sul paesaggio e sul nostro modo di viverlo e osservarlo

Arte, cultura e territorio

Da Remo Salvadori, invitato per l’inaugurazione di Fondazione La Raia nel 2013, all’artista coreana Koo Jeong A. con il suo OUSSSER, da Michael Beutler con le colorate BALES 2014/2017 a Cosimo Veneziano con il progetto BIOMEGA realizzato a Tenuta Cucco, passando per Francesco Jodice con il suo progetto multiforme dedicato al Gavi e Adrien Missika, il cui Palazzo delle Api è stato premiato con la menzione speciale Fondazione d’impresa:  gli artisti che hanno collaborato con Fondazione La Raia hanno lasciato un segno tangibile del loro sguardo sul paesaggio che vi invitiamo a scoprire. 

Cosimo Veneziano

La pratica di Cosimo Veneziano è caratterizzata da un’ampia attività di ricerca e workshop legata alla lettura degli archivi e si focalizza sullo sviluppo della scultura e del disegno in stretta correlazione con i luoghi che li hanno ispirati.

Francesco Jodice

Francesco Jodice nella sua ricerca artistica indaga i mutamenti del paesaggio sociale contemporaneo, con particolare attenzione ai fenomeni di antropologia urbana e alla produzione di nuovi processi di partecipazione.

Adrien Missika

Adrien Missika attraverso diversi mezzi espressivi, tra cui il disegno e la fotografia, il video e la scultura fino a installazioni immersive, racconta la sua esperienza di luoghi lontani in angoli remoti del mondo. Come un redivivo pittore di viaggi, Missika nei suoi lavori cancella la netta distinzione tra realtà e finzione.

Michael Beutler

Michael Beutler è un artista tedesco noto per le sue grandi installazioni scultoree create con materiali semplici ed economici legati a pratiche artigianali.

Koo Jeong A.

Koo Jeong A. si dedica in prevalenza all’invenzione di spazi. E il principale obiettivo dei suoi interventi è “mettere anima in quello spazio”.

Remo Salvadori

Esponente della generazione successiva a quella dell'arte povera e concettuale, Remo Salvadori dischiude un nuovo ambito di concezione e formulazione dell'opera vivendo l'arte come rivelazione.